A Santa Lucia

"Arrivare a Venezia per via di terra dalla stazione significa entrarvi dalla porta posteriore..."
Thomas Mann

Usciamo dalla stazione di Santa Lucia e rimaniamo sorpresi, sorpresi dall'acqua del Canal Grande che già ci accoglie come via maestra per entrare nella città, sorpresi dal viavai di gente ma maggiore è l'emozione nel trovarci di fronte alla bella chiesa dedicata a San Simeon Piccolo. L'elegante pronao di questo tempio neoclassico ornato dall'importante timpano nonchè la cupola dalla cui lanterna un Cristo benedicente sembra essere nell'atto fisico dell'ascesa ai Cieli conducono il nostro sguardo dall'acqua alle nuvole mentre scendiamo la gradinata della stazione e rimaniamo storditi da quanto sa regalarci il primo fugace sguardo che riusciamo a dare alla città. Meno male che tra un secondo la biglietteria dell'Actv ci costringerà a portare il nostro sguardo al portafoglio che è una terapia contro la sindrome di Stendhal che ci sentiamo di raccomandare alla stessa stregua dell'aspirina per il raffreddore.



Sopra la chiesa di Santa Lucia in una foto del 1861,  distrutta per far spazio allo scalo ferroviario, a destra il primo edificio della stazione, sotto l'attuale facciata.




Saluti da Venezia


Proviamo una deliziosa sorpresa nel rinvenire questa composizione in immagini accartocciata sul tavolo di un bar del centro storico, si tratta forse di un collage con cui qualche nonno disperato ha intrattenuto una nipote pestifera in un intermezzo tra un museo ed un gelato o una porzione di patate fritte, certo che anche questo è un modo di interpretare le immagini che ci dona questa città e le sue numerose contraddizioni, meno male che il nonno aveva con se un mazzo di figurine e dei pennarelli altrimenti come faceva a domare i capricci della piccola Ginevra? Forse con una pistola?!

le due facciate di questa originalissima "cartolina"